Nel bene e nel male un condominio è come una famiglia: persone differenti, con diverse età e modi di pensare si trovano a vivere a stretto contatto.
Devono condividere spazi comuni, prendere decisioni insieme e risolvere problemi nel miglior modo possibile.

Come capita in tutte le famiglie, ci sono condomini litigiosi e condomini felici.

Per qualcuno è tutta questione di fortuna. All’inizio lo pensavo anch’io, ma poi ho cambiato idea.

Il primo litigio tra vicini l’ho affrontato quando ancora facevo pratica forense in uno studio legale. Riguardava due vicini in guerra da anni per una questione che avrebbero potuto risolvere da un pezzo. E che si poteva chiudere senza arrivare a vie legali, almeno secondo me.
Ho provato a mediare, aiutandoli a trovare un accordo per evitare di sprecare tempo e soldi in una lunga causa. Non è stato facile, ma quando ci sono riuscita mi è sembrato un segno.

Il lavoro come legale non mi entusiasmava, ma risolvere quello scontro mi aveva dato un senso di leggerezza che negli anni passati tra leggi e giudici non avevo mai provato.
Invece di lavorare ad una guerra con vincitori e vinti, ero riuscita a spegnere il conflitto. e questo mi piaceva molto di più.

Da quel momento ho cominciato a interessarmi all’amministrazione di condomini.
Avevo la sensazione di potermela cavare bene in quel campo, ma per esserne certa dovevo mettermi alla prova. Per fortuna non sono mai stata una che si tira indietro di fronte alle sfide.

L’occasione è arrivata quando ho conosciuto una ragazza che svolgeva l’attività di amministratore. Gestiva 36 condomini nella zona di Ancona e sono entrata in società con lei senza farmi troppe domande.
Per me era un salto nel vuoto: un cambiamento di vita radicale, sono diventata ammistratore di condomini.
Anche se mi ci sono tuffata da subito con entusiasmo, non ero certa di aver fatto la cosa giusta fino a quando non ho cominciato a vedere i primi risultati: i condomini che seguivamo erano contenti, ci consigliavano ad altri e in poco tempo ci siamo ritrovate a gestire più di 160 stabili.
10 anni dopo, quando abbiamo sciolto la società e mi sono messa in proprio, avevo capito e imparato tante cose.

La più importante è che i rapporti umani sono importanti quanto le questioni pratiche: puoi occuparti al meglio dei conti, dei fornitori, dei pagamenti e delle urgenze ma, se trascuri le persone non stai facendo un buon lavoro.
Un amministratore onesto e preciso può garantire l’efficienza di uno stabile, ma non armonia e quieto vivere.

Per evitare contrasti tra condomini serve qualcuno disposto a facilitare una comunicazione pacifica tra loro: un amministratore presente e capace di mediare con serenità, che proponga soluzioni che mettano d’accordo tutti e che si occupi in prima persona di metterle in pratica.

Trovare un equilibrio tra precisione organizzativa e risoluzione dei conflitti non è facile: c’è sempre molto da imparare. Bisogna lavorare in modo instancabile, anche su di sé.
È per questo che ho scelto di seguire corsi di comunicazione e sviluppo personale. Volevo capire e gestire meglio le mie emozioni per aiutare gli altri a fare lo stesso.
Credo sia il modo più semplice e per affrontare i problemi in modo costruttivo e collaborativo.

Ora, grazie all’esperienza, sono certa che il segreto per un condominio felice sta in una buona combinazione tra servizi, empatia e dialogo.
Come in una famiglia felice, del resto.